vv | 16 Gennaio, 2008 11:54
La situazione monnezza in Campania è diventata un caso talmente grosso negli ultimi tempi che non se ne poteva non parlare. Tv, giornali, tutti i media ne parlano, si discute, si sprecano fiumi di parole. Ma siamo sicuri che non ce se ne poteva occupare prima? In pochi hanno spiegato che la gestione dei rifiuti campana è commissariata da ben 14 anni, ma i motivi per i quali si lasciasse accadere tutto questo?! Ci voleva la gestione del supercommissario De Gennaro, tirato in ballo dal centro sinistra come se nulla fosse e come se ci si fosse già dimenticati che ruolo ha ricoperto, per sedare i rivoltosi cittadini di Pianura e dintorni. Ribelli che non vogliono che la monnezza ricopra le loro case, le loro strade, le scuole e i loro figli. E allora ci si chiede: non è stato un piano preparato a tavolino per permettere la costruzione e l'ampliamento di termovalorizzatori, inceneritori e discariche, agendo con il beneplacito dei più? In fondo si è visto che per trattare la questione basterebbe convincersi che il semplice metodo del “porta a porta” è in grado di amministrare i nostri rifiuti meglio di qualsiasi altra soluzione. Ma poi come potrebbe essere un business, come farebbe la mafia a speculare e controllare un'attività così proficua?
Collabora un ingegnere esperto in ambiente e territorio che si occupa di gestione dei rifiuti
Messa in onda: 12 gennaio 2008
Colonna sonora: Jovine/Ora
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