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Iniziativa pubblica contro il Centro Oli

vv | 09 Ottobre, 2008 16:50

Ripostiamo questo post riguardante un'iniziativa importante per il futuro della limitrofa regione.

 

Basta con le devastazioni ambientali - Fermiamo lo scempio del Centro Oli di Ortona

 

Intervengono Massimiliano D'Attanasio e Luigi Tiberio del Comitato Natura Verde


 
 
 
 Proiezione del Video: "Il ritorno di Attila"

Perchè NO all'Abruzzo del petrolio



L’Aquila: iniziativa contro il Centro Oli di Ortona.
L’ultimo consiglio regionale riunitosi in seduta straordinaria ha deciso di sospendere l’iter per la costruzione del Centro Oli che l’Eni è intenzionato a costruire ad Ortona (sul caso si veda http://no-centro-oli.blogspot.com). In seguito alle mobilitazioni popolari e all’esame dei progetti sui provvedimenti a tutela della costa teatina e sulla istituzione della riserva naturale, il consiglio regionale ha votato alcuni emendamenti che sospendono, fino al 31 dicembre 2008, ogni rilascio di autorizzazioni a costruire nuovi insediamenti industriali insalubri.
Nel complesso però, dopo mesi e mesi di iniziative di protesta e opposizione, la classe politica abruzzese (ogni commento in merito è scontato), non prende posizioni chiare. Basti pensare che nel consiglio è stata impedita la partecipazione della cittadinanza. Il potere politico ha deciso che il consiglio regionale si sarebbe dovuto svolgere a porte chiuse. Non vogliono essere osservati né sentiti i nostri politicanti, che probabilmente hanno molto di cui vergognarsi.
Non è possibile dunque abbassare la guardia, oggi meno che mai con una campagna elettorale che sta entrando nel vivo. Qualunque argomento, infatti, può essere usato come catalizzatore di voti, e tutti baderanno bene dall’esprimere dichiarazioni politiche sul caso Centro Oli.
Come potrebbe, una classe politica che vive per se stessa, prendere una posizione, quando schierandosi a favore perderebbe certamente molti consensi, mentre prendendo una posizione contraria alla costruzione del petrolchimico, si troverebbe di traverso i poteri forti? Ed allora, per i politicanti nostrani, meglio sospendere ogni decisione, e, per il loro tornaconto politico, meglio ancora tacere. Ma è bene che la popolazione continui a farsi sentire. Proprio ora a maggior ragione che una campagna elettorale, estremamente importante per la “sopravvivenza” politica di alcuni personaggi, è in pieno svolgimento.
 

Invitiamo perciò tutti a partecipare all’iniziativa del 9 ottobre 2008, ore 18.30
presso lo Spazio Libero 51
Via Minicuccio d'Ugolino, 3 (Piazza S.Pietro) L’Aquila
 
mail: sl51@inventati.org
 
E' anche uscito un interessante dossiersu Indymedia Abruzzo che riguarda proprioil Centro Oli, leggibile e scaricabile da qui!

Il centro Oli non s'ha da fare (Ortona)

vv | 21 Luglio, 2008 17:47

Ad Ortona i comitati continuano a lottare contro la costruzione scriteriata di un impianto che è a dir poco distruttivo per l'ambiente abruzzese, ma anche per l'economia del luogo, basata sull'agricoltura e sulla produzione di vino. Purtroppo oltre all'ENI, oltre ai politici, oltre agli interessi locali, i cittadini si scontrano anche con l'ignoranza nei confronti di questo impianto.  Quelli che seguono sono video che cercano di fare chiarezza su quello che sarà veramente questo centro oli.

 

 

 

 

 

 
 
 
Per saperne di più:
Il centro Oli EN'Imbroglio 
 

 

IndYpendence Day

vv | 04 Luglio, 2008 19:42

4 Luglio 2008: Indymedia Italia torna on-line

 

 

E' ormai da più di un anno che i nodi italiani di Indymedia hanno ricominciato a lavorare sui territori riportando in contesti locali le pratiche e i principi che sostanziano/animano il lavoro del Network Internazionale di Indymedia.

La necessità di creare contesti e spazi in cui chiunque possa continuare a diventare il proprio media, attraverso meccanismi di pubblicazione aperta e di tutela della privacy, rappresenta infatti una reatà che deve continuare a trovare spazi di esistenza e che quindi non si è conclusa con la chiusura di Indymedia Italia. Le limitazioni e i meccanismi dell’informazione mainstream non sono cambiati nel corso di questi anni e lo squilibrio di potere dei processi di comunicazione si è mantenuto intatto, quando non rafforzato.

Oggi il compito della comunicazione indipendente non è solo più quello di offrire uno spazio dove consentire la libera pubblicazione di contributi ed una narrazione "altra" della realtà. Proprio per la rapida evoluzione del web in questi ultimi anni e la sempre più diffusa accessibilità dello strumento, oggi diventa fondamentale salvaguardare la peculiarità del metodo di Indymedia e rendere più fruibile e sinergica l'enorme quantità di informazioni che nella rete si distribuiscono, in modo da renderle facilmente reperibili ed efficacemente utilizzabili.

E' per questo che i nodi italiani di Indymedia nati in questi anni hanno deciso di aprirsi ad un progetto nazionale attraverso la costruzione di un aggregatore. Un luogo nel quale convogliare e moltiplicare le energie e i flussi di comunicazione provenienti da luoghi diversi, che si compone delle diverse visioni e pratiche di mediattivismo determinate dai bisogni contingenti e dalle necessità che ogni territorio esprime.

 

Indymedia Italia 2.0 

 

Cosa sta accadendo in Palestina

vv | 18 Giugno, 2008 16:40

 

La situazione palestinese sta volgendo verso una possibile risoluzione pacifica? Finalmente potrà tornare la pace, anche se tramite un accordo bilatelare "imposto", nella zona più martoriata del secondo dopo guerra?

Con tanto di fanfare e squilli è stato pubblicizzato questo accordo (1 - 2 - 3) che sembrerebbe mettere d'accordo proprio tutti: Israele, Hamas, la Jihad, e persino la Siria. Ma ben poco si dice dei morti causati dagli attacchi israeliani proprio alla vigilia del cessate il fuoco (1 - 2 - 3), quasi a dover riaffermare che Israele non sparerà più, ma state attenti che quando vogliamo siamo essere cattivi. Quale pace ci può essere senza la libertà del popolo palestinese? Quale futuro si può proporre alla popolazione della striscia con un muro che lede anche la semplice possibilità di sopravvivenza dei cittadini? Che pace si può costruire con la minaccia che al minimo rumore Israele tornerà ad uccidere innocenti e militanti in terra Palestinese?

Rimaniamo molto perplessi da questa situazione e pensiamo, sperando sbagliando, che presto si tornerà a sparare nella striscia, che le morti purtroppo non sono finite qui.

Recentemente una delegazione italiana è andata a farsi un giro in terra palestinese per denunciare lo stato in cui ancora versa quel popolo. Tra le tappe del "tour" anche la città di Bilin, dove sotto il tiro dei lacrimogeni ogni settimana si manifesta contro il muro. Guarda qui.

Sventato attentato fascista al loa acrobax (Roma)

vv | 14 Giugno, 2008 18:55

 

C'è chi sgombera e chi mette le bombe! 

 

 

 

 

Siamo a ridosso di un'appuntamento importante per la città di Roma, la manifestazione del 14 giugno indetta dai movimenti di lotta per la casa, dagli spazi occupati e autogestiti, dalle comunità migranti, dagli studenti e dalle studentesse, dai precari di questa città. Una manifestazione che ha vissuto già in alcune zone della città la sua preparazione, con iniziative, dibattiti, assemblee in piazza. Una manifestazione che rivendica diritti per tutti, che si oppone alla cementificazione selvaggia di questa città, che vuole rispodnere con forza all'enorme precarizazzione dettata dai sindaci manager di destra o del PD. Siamo a ridosso di una giornata di ripresa di parola dell'altra città, che prima di tutto dice con forza che nessuno sgombero, di case occupate o centri sociali, sarà permesso.
Sarà proprio per questo, che mentre Alemanno, il neosindaco, lancia anatemi contro occupanti di casa, migranti e centri sociali annunciando sgomberi e legalità, più sicurezza e meno diritti, i fascisti, quelli di sempre, il braccio armato dei poteri forti, i mercenari dei potenti, tentano di far rumore a suon di bombe.


E' cosi che alle 2.30 del mattino del 13 giugno, un gruppetto di fascisti ha tentato di piazzare un ordigno esplosivo ad alto potenziale davanti l'entrata del LOA Acrobax. Entrati nel parcheggio adiacente si sono diretti verso il cancello dell'entrata tentando di posizionare l'ordigno esplosivo mentre altre due macchine facevano da copertura. Poco prima c'era stata una iniziativa di preparazione e informazione sul corteo del 14 giugno e di sostegno a "city of god" un free press curato da alcuni precari della città. Dal tetto del Loa Acrobax, sempre presidiato da quando i fascisti hanno ucciso Renato Biagetti a Focene, i compagni prontamente hanno reagito, cosi da far fuggire i fascisti che hanno fatto esplodere l'ordigno a qualche centinaio di metri di distanza. Il Loa Acrobax è uno spazio socio-abitativo e subito tutti i compagni sono accorsi notando per lo più la presenza di alcune volanti della polizia poco distanti.

Questo atto infame che poteva avere conseguenze tragiche si inserisce dentro quel clima di svolta autoritaria e securitaria che pervade il paese e
che vede i fascisti assumere il ruolo di sempre, quello di braccio armato dei potenti. Il tentativo di far esplodere una bomba all'ingresso del Loa Acrobax, per lo più subito dopo una iniziativa a cui erano presenti centinaia di persone e di preparazione al corteo del 14 giugno, voleva essere un messaggio a quella città
che lotta, che difende il diritto alla casa, al reddito, per i diritti sul lavoro, contro le morti da sfruttamento. Voleva essere un segnale a tutta quella
città che sabato 14 sarà in piazza e che urlerà con forza che ne gli sgomberi di Alemanno, ne le bombe dei noefascisti potranno cambiare la nostra voglia di
lottare. Voleva essere un segnale contro chi in questi anni ha costruito un senso comune di lotta al neofascismo a partire dalla denuncia dell'equidistanza
che vuole "rossi" e "neri" comparati sullo stesso piano. Lo diciamo con forza ancora una volta, cosi come lo gridammo quando Renato fu ucciso da due giovani
fascisti a Focene: l'antifascismo non si processa, torturatori e liberatori non saranno mai sullo stesso piano! E lo diciamo con ancora più forza oggi dopo il
tentativo di assalto all'università La Sapienza e dopo il vile tentativo di strage questa notte che solo la prontezza e la continua viglianza del territorio da parte dei compagni ha evitato mettendo in fuga i fascisti.

Per questo riteniamo ancora più convintamente, invitando tutti e tutte, necessario partecipare alla manifestazione del 14 giugno. Diciamo con forza che
la direzione presa da questo sindaco, ammantato di legalità, che parla di sgomebri non ci spaventa. Con altrettanta forza diciamo che non ci spaventa meno
che mai chi tenta di mettere le bombe.


Denunciamo con forza il vile tentativo di attentato contro il Loa Acrobax.
Cosi come già successo a Casal Bertone, quando i neofascisti di Fiamma Tricolore furono respinti da un tentativo di assalto alle case occupate, il 13 giugno al Loa Acrobax abbiamo rivisto la capacità centro metrista dei seguaci del libro e moschetto e dello stragista perfetto.
Oggi come allora: i fascisti non passeranno!


Loa Acrobax 

 

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