vv | 22 Ottobre, 2007 15:58
Il fascismo è qui, nel nostro Paese, e non sembrerebbe proprio intenzionato a scomparire nei meandri della storia come sarebbe quantomeno giusto nei confronti delle migliaia di persone che sono morte brutalmente per un'ideologia razzista e xenofoba. Le aggressioni continuano, solo questa estate sono decine le persone che si sono ritrovate all'ospedale o malmenate da chi pensa che una svastica tatuata o un cappellino con la celtica possa dare senso alla propria vita. E non bisogna nemmeno scordarsi che proprio l'anno scorso, sul finire dell'estate, Renato Biagetti muore sotto i colpi di 8 coltellate inflittegli da due giovani riempiti di menzogne e tracotanza.
La R.A.M. (Rete Antifascista Metropolitana) organizza la seconda edizione del Laboratorio Antifascista, per costruire una linea condivisa di pratiche antifasciste. E dalla voce della R.A.M. ascolteremo quale sono le motivazioni che hanno portato alla preparazione di questa iniziativa proprio il 27 ottobre alla vigilia dell'anniversario della marcia su Roma.
Ma i neofascisti non sono gli unici a commemorare quella data visto che la Chiesa, tramite la voce di Papa Ratzinger, ha deciso di beatificare quasi 500 ex franchisti come vittime della Repubblica. E la violenza torna sempre più insistentemente nelle nostre vite, visto che anche le donne tornano ad essere sempre più spesso vittime di violenza, molto spesso proprio all'interno delle proprie abitazioni.
Costruiamo pratiche e azioni volte a eliminare tutti i fascismi che ancora caratterizzano l'essere umano in quanto tale.
Messa in onda: 20 ottobre 2007
Colonna sonora: Nabat/Nati per niente
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vv | 21 Ottobre, 2007 19:46
Da Femminismo a Sud.
Oggi vi parlo di una cosa che attiene ad ogni genere di essere umano. Tutt* abbiamo un culo e sappiamo bene quanto alcun* soffrano nel vederlo muoversi liberamente e godano nel vederlo costretto, prigioniero e apparentemente senza vie d’uscita. I sodomiti di questo bel tempo si chiamano “governo di centro/sinistra” che in consiglio dei ministri hanno licenziato – tra gli altri - un disegno di legge che pare scritto proprio da Mastella (forse che non esistevano abbastanza leggi per far chiudere i blog di satira che lo hanno eletto protagonista?) o da certa strafinanziata e stracoccolata lobbies editoriale che odia vedere circolare idee libere.
Si tratta del Ddl di regolamentazione del mercato editoriale in cui si fa una riclassificazione generica del "prodotto editoriale" (comprendendo anche i blog e ogni altra cosa - anche se no profit - che dia informazioni e abbia "valore formativo") e obbliga tutti ad iscriversi nell'apposito registro. Chi è obbligato all'iscrizione al registro risponde anche dei reati a mezzo stampa con pene gravi (in basso analizzo il Ddl in dettaglio).
In Italia non c’e’ libertà d’opinione e questo già lo sapevamo. In Italia non si può fare satira. Non si può scrivere narrativa con riferimenti casuali al papabile di turno e non si può neppure fare una citazione breve senza correre il rischio di essere denunciati per violazione di copyright. Ma non basta. Secondo alcuni "esperti" il mercato sarebbe ancora messo in crisi da tanti che facendo uso della tecnologia esistente possono fare gratis una cosa semplicissima: scrivere quello che pensano e raccontare quello che vogliono raccontare. Pare proprio però che questa cosa non vada bene perché in fondo il nostro governo sente ancora il vento gelido dell’impero romano papalino sul collo e ci vuole dire che per esprimere quello che pensiamo dobbiamo ancora ricorrere alle pasquinate scritte sui muri (tanto qui ci pensa il pacchetto sicurezza che punisce i graffitari).
Ancora una volta la rete, il web, diventa quindi oggetto di provvedimenti restrittivi, repressivi che sono mirati a censurare idee e a piegare la tecnologia al controllo di pochi cui non fa comodo che la gente si parli attraverso mezzi che non siano le chiacchierate in parrucchieria o al mercato. Riferirsi opinioni sulla rete, su blog personali e pagine varie, non andrebbe bene perché avrebbero “valore informativo e formativo”. Il disegno di legge fa una cosa furba: non dice quali sono le categorie di siti aventi “valore informativo e formativo” ma rimanda al “regolamento” che farà l’organo di controllo (l’autorità per le comunicazioni) di esecuzione di questa legge. Sarà proprio l'autorità per le comunicazioni quindi a stabilire di volta in volta (secondo quali criteri? Chi fa parte dell’autorità per le comunicazioni?) quale sito ha “valore formativo” e quale no.
Prima di analizzare il Ddl vi passo un po' di link di siti che si stanno occupando della questione: Repubblica, Punto Informatico, l'Unità, Articolo 21, Agenzia Asca, Petizione Online, Petition, Google Bombing/Partito Pirata, Agorà di Cloro (con un interessante post che rileva le dichiarazioni di Boris Bianchieri il quale dice che i blog sono tanti e spontanei e hanno bisogno di essere regolamentati con una registrazione/schedatura anche gratuita), Lobotomia (con link ai pezzi che parlano della questione).
vv | 21 Ottobre, 2007 17:11

E' di qualche settimana fa la notizia della calata di 498 franchisti (uno di loro sarebbe un torturatore) su Roma. Saranno beatificati in San Pietro. Vi passo il documento prodotto a questo proposito dal Coordinamento di Facciamo Breccia. Buona lettura!
Il Vaticano marcia su Roma: 498 franchisti beatificati nell'anniversario della marcia su Roma
Domenica 28 ottobre 2007,
anniversario della marcia su Roma, saranno beatificati in San Pietro
498 franchisti, tra appartenenti al clero e laici, saranno beatificati
perché, secondo i prelati spagnoli, sono "martiri della Repubblica".
Sarà la più numerosa delle beatificazioni mai realizzate, è prevista
una folla di fedeli (filofranchisti) dalla Spagna e il battage
pubblicitario delle grandi occasioni sui media italiani.
La
gerarchia vaticana con questa azione di massa entra violentemente nel
dibattito politico spagnolo: il governo Zapatero sta per varare una
legge sulla memoria che condanni il franchismo e la chiesa cattolica
spagnola, supportata da Ratzinger, prende posizione in questo modo.
Ma d'altro canto, attraverso questa iniziativa, le gerarchie vaticane
continuano a fare politica in supporto al fronte clerico fascista: la
scelta della data della marcia su Roma allarga il significato
dell'operazione e la colloca nel tentativo sempre più visibile di
sdoganamento e legittimazione del fascismo, tentativo operato
dall'integralista Ratzinger per affermare un modello di società chiuso
e reazionario, patriarcale, omofobico e razzista.
La beatificazione di 498 franchisti presentati come martiri è un esempio vergognoso di revisionismo storico, la strategia vaticana è ancora il vittimismo: si costruisce un'iniziativa per mostrare il clero come vittima di sanguinari comunisti quando la realtà storica racconta che la chiesa fu parte di una reazione fascista che portò in Spagna alla guerra civile e all'instaurazione della dittatura.
Dall'operazione revisionista che verrà celebrata domenica 28 ottobre
esce rafforzata la marcia del dissolvimento della laicità (voluto dal
Vaticano e operato dalla politica istituzionale) e la fascistizzazione
della società, basata sulla creazione della paura e sulla caccia alle
streghe dello scontro di civiltà; ne fanno le spese, ancora una volta,
tutte le soggettività non conformi al modello unico dominante, la
verità storica, l'antifascismo fondamento del nostro vivere civile.
Coordinamento Facciamo Breccia
vv | 20 Ottobre, 2007 18:01
Convocazione assemblea pubblica domenica 21 ottobre - ore 10.30 - alla Casa Internazionale delle Donne in Via Lungara 19, Roma. Si discute dell'appello e della possibilità di fare la manifestazione nazionale contro la violenza alle donne il 24 novembre. Sito di riferimento: controviolenzadonne.org
A Bologna ne hanno stuprata un'altra. Era scesa a buttare l'immondizia, l'hanno presa, trascinata in un'auto, l'hanno violentata e poi scaricata alla stazione. A questo punto era lei ad essere diventata monnezza. Ci sono numerosi interventi che ragionano su questi terribili fatti e qualcuna ha fatto appello affinchè si organizzi anche una grossa manifestazione nazionale.
Ve lo passo da leggere perchè se ne ragioni e si capisca se è la cosa utile da fare, tra le altre, o se vogliamo continuare a percorrere le ottime strade già intraprese. A seguire inserisco un contributo scritto e pronunciato durante l'iniziativa bolognese del 3 ottobre dalla scrittrice Danila Comastri Montanari. Poi ci metto anche una mia riflessione su stupri e pacchetto sicurezza.
Da Usciamo dal Silenzio
Care amiche,
è necessario e urgente organizzare quanto prima una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne e so che siamo in molte a pensarlo.
La legge contro la violenza sulle donne è al palo da molti mesi, mentre la vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per 'amore' di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne.
I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti:
- Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita.
- La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall'ambito familiare
- Oltre il 90% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime:
- Un milione e 400mila (il 6,6% del totale) ha subito uno stupro prima dei 16 anni.
- Solo il 18,2% delle donne è consapevole che quello che ha subito è un reato, mentre il 44% lo giudica semplicemente 'qualcosa di sbagliato' e ben il 36% solo 'qualcosa che è accaduto. (dati Istat)
vv | 14 Ottobre, 2007 17:25
La repressione in Birmania è finita o i media hanno cose più “importanti” di cui parlare? Il silenzio mediatico è tornato su una delle realtà più brutali nei confronti dei diritti umani, su un regime militare che schiaccia la libertà e la vita stessa delle persone. Le manifestazioni delle settimane scorse, totalmente pacifiche e guidate dai monaci buddhisti, sono sfociate in repressione brutale e insensata. Solo a quel punto si è tornato parlare di Birmania. Negli anni precedenti non si sapeva neanche cosa fosse la Birmania, e a volte si dimentica anche che questo regime ha perfino modificato il nome stesso del paese.
Gli interessi economici del ricco Occidente in Birmania sono molto lucrosi, attività che vanno ad arricchire la giunta militare e soprattutto a dare agibilità politica allo stesso. E non si parla dei soliti noti made in U.S.A., ma anche del fior fiore dell'economica italiana, il nostro fiore all'occhiello. Il silenzio mediatico non è magari debitamente voluto visti i lucrosi guadagni che si possono fare in Myanmar? Perché non si denunciano anche le società che fanno affari con il regime?
Messa in onda: 13 ottobre 2007
Colonna sonora: Goran Bregovic/Underground
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