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Raid a Gaza, scontri con Hamas

vv | 05 Marzo, 2008 02:37

Uccisa una bimba palestinese di un mese

Ancora un raid israeliano nella Striscia di Gaza. Le truppe di Tel Aviv sono entrate via terra e sono state attaccate dai miliziani di Hamas che non sarebbero stati sorpresa dal raid. Una bimba palestinese di un mese è rimasta uccisa invece nel corso dell'attacco vicino a Dir El Balah, mentre gli israeliani tentavano di catturare un comandante della Jihad Islamica.  Intanto George Bush, si dice "ottimista" sulla possibilità della pace. 

Per le strade di Gaza torna il rumore terribile delle raffiche dei Kalashnikov. I cingolati palestinesi sono rientrati nella zona attorno alla città e poi superato i suoi confini provocando un coprifuoco senza che sia stato ordinato dalle autorità. Subito sono scattate le sparatorie tra i soldati con la stella di David e i miliziani di Hamas che controllano militarmente la città e le zone vicine. Secondo testimoni palestinesi e la versione fornita da Hamas, l'esercito israeliano starebbe stato pesantemente colpito dai mortai palestinesi.

Anche in questo caso la guerra non dichiarata ma reale che si sta consumando per le strade di Gaza difficilmente risparmierà i più deboli. La popolazione è allo stremo delle forze. I continui raid dell'esercito israeliano hanno trasformato le strade della città in atmosfere spettrali, dove è difficile, se non impossibile, reperire i generi di prima necessità per far fronte ai bisogni quotidiani. E se Israele reagirà con ancora più durezza all'attacco appena subito, dove per il momento non si parla di morti, il numero delle vittime potrebbe salire in modo esponenziale. Fino ad oggi si contano 120 morti tra i palestinesi, la maggior parte civili, molte donne, molti i bambini.

Ma Bush è ottimista
A George W. Bush preme lasciare la Casa Bianca con il risultato storico di un accordo di pace in Medioriente. Il presidente americano è convinto che la strada aperta ad Annapolis possa concludersi con un'intesa entro la fine del mandato. Scartando il quadro destabilizzato dalle battaglie degli ultimi giorni nella regione, Bush, al termine di un incontro a Washington con il re giordano Abdullah, si e' detto "ottimista...dieci mesi sono un tempo lungo, sufficiente a raggiungere un accordo".

 
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