vv | 31 Gennaio, 2008 17:31
Il processo al Sud Ribelle si avvia verso la chiusura
Dopo oltre 3 anni di udienze, il processo al Sud Ribelle, che vede
imputati 13 compagni, tra cui molti attivisti di Cosenza, provenienti da
diverse realtà di movimento, arriva al suo epilogo. Il PM Fiordalisi
sferra il suo colpo finale nel tentativo di tradurre i propri teoremi
accusatori nei loro confronti in anni di galera. E' stato fatto
nell'analogo processo di Genova
, lo si vuole riproporre ora anche in quello di Cosenza. Gli scenari in cui sarebbe
maturato l'impianto accusatorio elaborato dal "bravo" Fiordalisi, sono
quelli delle giornate di Napoli e Genova nel 2001. I capi di accusa a
carico dei 13 attivisti - dal sapore tragicomico e straordinariamente
inverosimile perché si basano su una serie confusa di video,
intercettazioni e testimonianze opportunamente risistemati e riformulati
secondo un criterio accanitamente persecutorio - sono di cospirazione
politica mediante associazione al fine di turbare l'esercizio delle
funzioni del governo, effettuare propaganda sovversiva e sovvertire
violentemente l'ordinamento economico costituito nel nostro Stato,
sopprimere la globalizzazione dei mercati economici, alterare l'ordinamento
del mercato del lavoro.
Il tribunale cosentino si occupa di un processo per il quale
vengono spesi migliaia di euro dei contribuenti, ma si tratta di un
processo che colpisce chi da sempre si è opposto e ha denunciato il
sistema corrotto mafioso e partitocratico, mentre dalla stessa
magistratura, nella persona del magistrato antimafia Emilio Ledonne, si
sente affermare che le ricchezze della 'ndrangheta calabrese sono
nascoste fra un noto studio legale e un ingente numero di edifici e
terreni della città
bruzia e che, nel contempo, i servizi segreti ostacolerebbero, sempre
secondo
lo stesso magistrato, le indagini che vorrebbero smascherare questo
sistema mafioso. Il tribunale di Cosenza probabilmente non ha tempo di
indagare su questi casi.
Difendere i tredici compagni vuol dire difendere non tredici persone,
ma la
stessa libertà di pensiero e di manifestazione delle proprie idee che è
in questo caso perseguitata come non mai.
Per ripercorrere le tappe fondamentali del processo Sud Ribelle, svoltosi
per tutta la sua durata nelle aule del tribunale di Cosenza, rimandiamo
all'archivio di IMC Calabria e di Supportolegale.
varie info:
*** AGGIORNAMENTI ***
- [SupportoLegale] Processo al Sud Ribelle: chiesti 50 anni di carcere [ English ] - [ Castillano ] - [ Deutsch ]
- Come un racconto può diventare una prova (di Francesco Cirillo)
- Dichiarazione dell'imputato Francesco Cirillo sulla requisitoria del PM Fiordalisi
- 27-01-2008 - Comunicato stampa "Liberi Tutti"
- Appello del premio Nobel per la Pace Perez Esquivel per imputati Cosenza
- Dichiarazione dello scrittore Erri De Luca
Scarica la requisitoria del PM Fiordalisi
Contributi audio sul processo raccolti dal muro di Radio Ciroma
IL CALENDARIO DELLE PROSSIME UDIENZE
- 30, 31 gennaio, 4 febbraio, 5 marzo - Arringhe della difesa
Dopodichè la Corte determinera' eventualmente nuove date per la difesa e quindi la sentenza.
MOBILITAZIONI - IL CALENDARIO DELLE INIZIATIVE
- 1 Febbraio 2008 - INCONTRO DIBATTITO con Haidi Giuliani e Silvia Baraldini
- 2 Febbraio 2008 - CORTEO contro la repressione, per le libertà, per la
giustizia sociale.
Concentramento alle ore 14.30 in p.zza Zumbini.
A seguire, concerto in p.zza Arenella dalle ore 20.00:
ZION TRAIN (Dub Raggae from UK) + Gente Strana Posse + Torre Raggae + DJ set Bunna outta Africa Unite.
Per informazioni e aggiornamenti:
www.cosenza2febbraio.org
Appello - Adesioni
aggiornate - Iniziative - Pullman e treni - Materiale & propaganda
Scarica spot audio - Guarda spot video
vv | 27 Gennaio, 2008 19:41
Davos, Napoli, Genova e Cosenza...città molto diverse tra loro, che hanno pochi tratti in comune, ancor meno ne hanno le tre città italiane con la ricca e ridente cittadina svizzera a pochi passi dalla lussuosa Saint Moritz. Eppure c'è un filo rosso, un filo che si dipana dal quell'intenso 2001 che è stato protagonista di diversi fatti sui quali ancora oggi cerchiamo di trovare risposte ai mille interrogativi. Sono più di trent'anni che in svizzera si incontrano i VIP della politica e dell'economia, riuniti sotto una sigla WEF (world economic forum) che detta ancora un volta le regole del gioco politico ed economico mondiale. Guarda caso, a questi incontri partecipano i grandi nomi delle industrie private europee e americane, e alcuni la descrivono come un meeting che tenta di mostrare il lato più umano e meno crudele di globalizzazione e neoliberismo. Pochi mesi dopo la scena si sposta in Italia, ma gli attori non cambiano: a Napoli, nelle giornate di marzo, c'è un altro meeting di potenti, che vuole imporre regole, governare, stabilire ordine sociale, inquadrare risposte, fornire soluzioni...proprio come a Genova, in quel luglio dello steso anno. E Cosenza? Sarebbe la città che avrebbe guidato i sovversivi, i ribelli, i no global, istituendo una rete del “sud ribelle” per incoraggiare gli scontri e i disordini nelle occasioni citate. Non è fantasia, è la verità, o meglio è quello su cui i pm hanno costituito le loro arringhe negli ultimi anni per stanare i colpevoli di associazione sovversiva e cospirazione politica. 13 persone che rischiano 50 anni di carcere.
Dalla serie: colpirne uno, per educarne cento
Messa in onda: 26 gennaio 2008
Colonna sonora: 99 posse/La vida que vendrà
Siti utili:
Scarica la trasmissione da qui
vv | 20 Gennaio, 2008 01:42
Tra il 1987 e il 1994 la Romagna e le Marche sono attraversate da un'ondata inaudita di violenza. La banda della Uno Bianca, composta per i suoi cinque sesti da appartenenti alle forze dell'ordine commette rapine, omicidi, aggressioni e vere e proprie esecuzioni a sangue freddo. Le motivazioni ancora oggi, nonostante le sentenze dei processi, restano oscure. Il “magro” bottino di circa due miliardi di lire è una possibile motivazione per l'uccisione di 23 persone e il ferimento di qualche centinaio? E se fosse così a quale fine gli attentati ai camp rom o le aggressioni a cittadini extracomunitari incontrati per caso lungo la strada?
Di aspetti nebbiosi nell'intera vicenda ce ne sono numerosi, come la “complicità” del gruppo terroristico Falange Armata, che ad oggi non si sa bene cosa sia e se effettivamente sia mai esistito. Sicuramente la conseguenza di queste azioni fu la nascita di un sentimento di terrore nella zona interessata e il suo continuo ampliamento. A cosa fosse volto questo terrore, se effettivamente fosse un obiettivo della banda e se dietro ad essa ci fosse qualcosa di diverso rimarranno forse quesiti senza una risposta “vera”, ma cercheremo comunque di fare chiarezza su questa questione per non dimenticare questa “vecchia” storia che sembra rinascere oggi.
Infatti a Bergamo altri individui, appartenenti alle forze dell'ordine, avevano deciso nel recente passato di farsi giustizia da soli. Vittime prefissati gli extracomunitari e i diversi in genere. Sarà l'esplosione di uno stupido sentimento razzista o bisogna temere che il terrore torni a colpire in Italia?
Ci aiuta nello svescerare le zone nebbiose Antonella Beccaria
Messa in onda: 19 gennaio 2008
Colonna sonora: The Hives/Your new favorite band
Bibliografia:
Antonella Beccaria, Uno bianca e trame nere, Stampa Alternativa, 2007
Scarica la puntata da qui
vv | 16 Gennaio, 2008 11:54
La situazione monnezza in Campania è diventata un caso talmente grosso negli ultimi tempi che non se ne poteva non parlare. Tv, giornali, tutti i media ne parlano, si discute, si sprecano fiumi di parole. Ma siamo sicuri che non ce se ne poteva occupare prima? In pochi hanno spiegato che la gestione dei rifiuti campana è commissariata da ben 14 anni, ma i motivi per i quali si lasciasse accadere tutto questo?! Ci voleva la gestione del supercommissario De Gennaro, tirato in ballo dal centro sinistra come se nulla fosse e come se ci si fosse già dimenticati che ruolo ha ricoperto, per sedare i rivoltosi cittadini di Pianura e dintorni. Ribelli che non vogliono che la monnezza ricopra le loro case, le loro strade, le scuole e i loro figli. E allora ci si chiede: non è stato un piano preparato a tavolino per permettere la costruzione e l'ampliamento di termovalorizzatori, inceneritori e discariche, agendo con il beneplacito dei più? In fondo si è visto che per trattare la questione basterebbe convincersi che il semplice metodo del “porta a porta” è in grado di amministrare i nostri rifiuti meglio di qualsiasi altra soluzione. Ma poi come potrebbe essere un business, come farebbe la mafia a speculare e controllare un'attività così proficua?
Collabora un ingegnere esperto in ambiente e territorio che si occupa di gestione dei rifiuti
Messa in onda: 12 gennaio 2008
Colonna sonora: Jovine/Ora
Siti utili:
Scarica la trasmissione da qui
vv | 07 Gennaio, 2008 20:59
Ci troviamo a "dover" tornare a parlare di violenza nei confronti di chi si espone in prima persona nell'attività politica e sociale. Purtroppo arriviamo un po tardi ad esprimere la nostra solidarietà nei confronti di questo ennesimo atto vandalico nei confronti della sede delle femministe di via dei Volsci, riprendendo solamente ora la nostra attività per motivi di causa maggiore. Nonostante ciò riaffermiamo la nostra vicinanza con l'attività delle femministe e esprimiamo la nostra similarità negli intenti.
Roma Attentato sede Femministe e Lesbiche in via dei Volsci ·
CHI HA PAURA DELLE FEMMINISTE E DELLE LESBICHE?
Anche quest’anno vinciamo il premio delle più pericolose e fastidiose della città…
Col pretesto del capodanno i soliti maschi hanno dato sfogo ai loro pruriti testosteronici decidendo di far saltare la porta della sede politica autogestita da femministe e lesbiche in via dei volsci 22. Quest’agire meschino non è una novità di questo fine anno ma è in continuità con gli attacchi degli ultimi anni ai luoghi che abitiamo e alla nostra presenza politica.
Capodanno 2004: colpi di pistola danneggiano la porta e l’interno della sede.
Fine anno 2005: attacco esplosivo all’ingresso della sede.
Fine anno 2006: colpi di piccone danneggiano il muro.
Capodanno 2007: una bomba carta inserita in un’intercapedine della porta danneggia gravemente l’ingresso e l’interno della sede.
Pane quotidiano, invece, sono le intimidazioni verbali e fisiche.
Questo ennesimo attacco è la risposta alla nostra presenza politica costante e intensa in via dei volsci, e arriva a conclusione di un anno in cui insieme a tante altre abbiamo attraversato strade, piazze e altri luoghi di questa città con le nostre pratiche politiche, raccontando e condividendo il nostro essere femministe e lesbiche in questo mondo, urlando la nostra rabbia contro il patriarcato, l’eterosessualità obbligatoria, l’oppressione.
Sappiamo e sperimentiamo quotidianamente quanto dura sia la risposta di questo sistema maschile alla nostra autodeterminazione che, come tante altre vicine e lontane, facciamo vivere nelle nostre esistenze e nella realtà sociale e politica che ci circonda. Crediamo fortemente che questi attacchi facciano parte della risposta patriarcale ai nostri percorsi di resistenza perché vogliono colpire il nostro sceglierci e autorganizzarci autonomamente.
Non ci stupiamo se qualcuno cercherà di relegare ad una dimensione “non politica” gli attacchi agli spazi delle femministe e delle lesbiche e le intimidazioni che dobbiamo fronteggiare ogni giorno. È comodo e fa parte della stessa logica di chi pensa che la violenza contro le donne e le lesbiche sia un fatto privato.
Ma non saranno questi attacchi a fermare la nostra lotta!
Consapevoli che è dall’intreccio di esperienze, relazioni e saperi
che i nostri percorsi politici prendono forza, auguriamo a tutte un
buon anno di lotta!
E per chi ha paura delle femministe e delle lesbiche, nessuna pietà.
Assemblea femminista di via dei volsci 22
Luna e le Altre
Martedì autogestito da femministe e lesbiche
| « | Gennaio 2008 | » | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Do | Lu | Ma | Me | Gi | Ve | Sa |
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | ||
| 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 |
| 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 |
| 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 |
| 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | ||