vv | 02 Dicembre, 2007 21:09
Dopo le utlime vicende politiche riguardanti la "stella cadente" wi-max si può veramente parlare di morte ancora prima della nascita. I soliti noti delle telecomunicazioni si "ruberanno" le licenze, affossando definitivamente la tecnologia che poteva dare veramente una svolta sia per quanto riguarda il digital divide sia per quanto riguarda la mobilità e la connettibilità di noi poveri ebeti che ancora non scendiamo in piazza a fare rivoluzione. Tutto questo nel frattempo che in Spagna proprio il governo punta e investe su una tecnologia così democratica e rivoluzionaria, e perfino il governo in India fa passi in tal senso. Ringraziamo sentitamente i nostri cari politicanti per averci rifilato questa ennessima "cortellata" alle spalle e per mantenerci ad uno stato costante di regresso sociale e tecnologico. In rete si parla già di comprarsi le proprie antenne wi-max, installarsele e costruire una reta tra i vari nodi "illegali" che si andrebbero a costituire. Forse l'unica soluzione per vedere questa tecnologia applicata potrebbe essee questa, in barba a questo stato ancestrale.
Ma per farvi due risate, sperando che una risata li seppellirà, vi includiamo questo simpatico articolo che decreta la morte del nostro caro scomparso (sarebbe più giusto parlare di mai nato) wi-max. AmeN, porca Madonna.
Dopo lunga e penosa malattia, è mancato all'affetto dei suoi cari il Wi-MAX, tecnologia innovativa che avrebbe dovuto permettere la connessione wireless dei PC di case ed uffici con punti di accesso distanti fino a 60 km.
Ne danno il triste annuncio il Ministero delle Comunicazioni e l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
Come si ricorderà, il Wi-MAX era da lungo tempo affetto da oligopolosi cronica ed è stato infine stroncato, nella tarda serata di ieri, da un pesante attacco di clientelismo che non gli ha lasciato scampo.
L'accettazione della logica delle aste per l'assegnazione delle frequenze, insieme ad una durata delle licenze di 15 anni (rinnovabili), ha purtroppo confermato le peggiori previsioni degli specialisti. Il Wi-MAX è morto prima ancora di nascere, stroncato dal peso degli incumbent, come era già successo alle tecnologie UMTS.
Si spengono in questo modo le speranze di tutti coloro che avevano guardato a questa tecnologia come ad una possibile soluzione per portare la connettività Internet a banda larga nel paese reale, cioè lontano da grandi aziende e ministeri, tra la gente che avrebbe veramente potuto farne un uso proficuo.
La data dei funerali non è ancora stata stabilita. Si dovrà infatti aspettare l'apertura delle aste e l'assegnazione delle frequenze alle solite aziende in posizione dominante sul mercato. Non appena queste aziende avranno provveduto ad impossessarsi delle frequenze, ed a metterle in un cassetto per proteggere i loro precedenti investimenti in licenze UMTS, verrà decisa la data dei funerali.
Il Wi-MAX verrà sepolto al Cimitero Acattolico di Roma a fianco di molti altri sfortunati paladini della Libertà e della Democrazia, da Antonio Gramsci a Antonio Labriola e Bruno Pontecorvo.
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