vv | 14 Ottobre, 2007 17:25
La repressione in Birmania è finita o i media hanno cose più “importanti” di cui parlare? Il silenzio mediatico è tornato su una delle realtà più brutali nei confronti dei diritti umani, su un regime militare che schiaccia la libertà e la vita stessa delle persone. Le manifestazioni delle settimane scorse, totalmente pacifiche e guidate dai monaci buddhisti, sono sfociate in repressione brutale e insensata. Solo a quel punto si è tornato parlare di Birmania. Negli anni precedenti non si sapeva neanche cosa fosse la Birmania, e a volte si dimentica anche che questo regime ha perfino modificato il nome stesso del paese.
Gli interessi economici del ricco Occidente in Birmania sono molto lucrosi, attività che vanno ad arricchire la giunta militare e soprattutto a dare agibilità politica allo stesso. E non si parla dei soliti noti made in U.S.A., ma anche del fior fiore dell'economica italiana, il nostro fiore all'occhiello. Il silenzio mediatico non è magari debitamente voluto visti i lucrosi guadagni che si possono fare in Myanmar? Perché non si denunciano anche le società che fanno affari con il regime?
Messa in onda: 13 ottobre 2007
Colonna sonora: Goran Bregovic/Underground
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