Banner home

La strage di Ustica

vv | 31 Maggio, 2007 00:07

I resti del DC9

La Strage di Ustica è uno di quei misteri che ha colpito profondamente il nostro Paese. L’estate del 1980 è stata coinvolta in ben due eventi tragici, il 27 Giugno e il 2 Agosto, che hanno segnato la storia della città di Bologna.

Il 27 giugno dall’aeroporto bolognese, un DC-9 con già due ore di ritardo decolla, con destinazione Palermo: il viaggio trascorre tranquillo, non ci sono particolari rilevanti da segnalare. All’improvviso, nei pressi di Ustica, il segnale del radar scompare…che fine ha fatto il velivolo con gli 81 passeggeri a bordo? Le ore che si susseguono sono confuse, sia per i familiari che attendono all’aeroporto, sia per i giornalisti e l’opinione pubblica perché le informazioni che trapelano non sono chiare. Le voci che circolano parlano sia di un cedimento strutturale, che di una bomba per colpire un probabile terrorista a bordo, ma anche di un missile. Appare fin da subito che qualcosa non torna, che si cerca di nascondere ai più la vera dinamica dell’incidente, nonostante le varie teorie che continuano ad affermare che l’unica possibile causa sia stata quella di un lancio missilistico. Restano avvolte nel mistero le cause del disastro e le responsabilità: chi ha abbattuto il DC-9 che ha spezzato la vita a 81 cittadini innocenti con una vera e propria azione di guerra non dichiarata, violando i confini e i diritti italiani? A chi devono essere addossate le responsabilità per questa azione? Perché i vertici dell’aeronautica sono stati assolti, con la sentenza del 2005, “perché il fatto non sussiste”?

Troppe domande non sono state chiarite, poche sono state le risposte fornite per fare giustizia su un evento tanto tragico quanto inspiegabile. Oggi come allora i dubbi su una definitiva verità rimangono. Intanto, in quell’estate, nel mese di Agosto e in quella stessa città sta per accadere un altro avvenimento allo stesso modo tragico e incredibile in cui perdono la vita 85 persone innocenti e inconsapevoli di ciò che quella stazione, in quella precisa ora, rappresenta.

Inoltre ci aiuterà a fare chiarezza su questa tragica vicenda Fabrizio Colarieti, con il quale presenteremo anche il volume della Beccogiallo che trovate in bibliografia.

 

 

Messa in onda: 30 maggio 2007

 

Colonna sonora: Mr. Phil/Guerra fra poveri

 

Siti utili:

www.wikipedia.org

www.stragi80.it

 

Bibliografia minima e per nulla essenziale:

Fabrizio Colarieti (a cura di), Ustica, scenari di guerra, Beccogiallo, 2007

Daniele Biacchessi, Fabrizio Colarieti, Punto Condor: Ustica il processo, Pendragon, 2002

Vincenzo Ruggero Manca, Ustica assoluzione dovuta ,giustizia negata, edizioni Koinè, 2007

Giuseppe Zamberletti, La minaccia e la vendetta. Ustica e Bologna: un filo tra due stragi, Franco Angeli, 1995

 

Filmografia:

Il muro di Gomma, Marco Risi, 1991

La strage di ustica in Misteri Italiani (RAI), Carlo Lucarelli

 

Ascolta la trasmissione qui:

 

 

 

Serre, ecomafie e presidi

vv | 18 Maggio, 2007 16:12

La pratica poliziesca a SerreIn questi giorni stiamo assistendo ad una vera e propria emergenza che riguarda diversi settori. È il problema dei rifiuti in una zona come quella campana già ampiamente stressata dalla questione. In realtà, i fatti non sono purtroppo nuovi perché sono diversi anni che è stata messa in evidenza la gravità che ciò comporta. Esiste un vero e proprio “triangolo della mondezza” che si estende in aree poco distanti dalla città di Napoli, in cui interi terreni sono stati regalati alla camorra per permettergli la sepoltura illecita dei rifiuti. Oltre all’incredibile danno ambientale, ciò che è messo in pericolo è la salute dei cittadini: in pochi anni in quei comuni sono aumentati di vari punti percentuali i casi di tumori.

Ma non solo: lo scandalo è che si è rivelato un vero e proprio affare illecito nella gestione dei rifiuti da parte dei clan mafiosi che ne controllano l’intero ciclo. In Campania la situazione è diventata insostenibile. Ma allora che fare? Il Governo ha pensato di costruire altre discariche per risolvere il problema, in zone in cui quelle discariche proprio non le vogliono. A Serre, per esempio, si vorrebbe costruire l’impianto all’interno di un’oasi naturale che i cittadini tentano di difendere a tutti i costi. Si è già arrivati allo scontro diretto con le forze dell’ordine, ma non si molla perché ne va della propria sopravvivenza.

Intanto c’è chi pensa che questa ricerca esasperante alla soluzione dell’emergenza rifiuti non sia altro che un piano studiato a tavolino per permettere la costruzione di diversi termovalorizzatori nel territorio campano. In nome di quale progresso?

 

 

Messa in onda: 16 maggio 2007

 

Colonna sonora: Co'sang/Chi more pe' mme

 

Siti utili:

www.wikipedia.org

napoli.indymedia.org

www.noglobal.org

 

 Ascolta la trasmissione qui:

 

Un ribelle in terra mafiosa

vv | 16 Maggio, 2007 00:32

La notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978 è una data importante per la storia italiana: fu trovato il corpo senza vita di Aldo Moro a Roma. La stessa notte, però, in una zona più periferica e lontana dai fatti politici più importanti viene ucciso un giovane siciliano: Giuseppe Impastato.  

Ritratto di Peppino ImpastatoNel ricordo della morte di Peppino a molti anni di distanza sono molte le cose che ci sono rimaste di lui: la sua lotta contro le famiglie mafiose che comandavano il territorio siciliano; la voglia di riscattare i diritti dei più poveri e degli emarginati; l’alzare la testa di fronte ai poteri forti che ci controllano, per non soccombere. Fece sentire laLa ferrovia dove uccisero Peppino sua voce grazie ad una radio, una delle numerose radio libere che sorsero in quegli anni: Radio Aut si prendeva gioco dei potenti, faceva nomi e cognomi senza rispettare nessuno.

La vicenda di Peppino rappresenta uno di quei fatti oscuri della vita del nostro Paese, su cui con molta fatica si è cercato di fare luce per trovare i colpevoli dell’omicidio. Grazie alla costante attività della madre Felicia e dei compagni di Peppino, la sua lotta contro il potere mafioso non risulta una battaglia persa e dopo 29 anni siamo ancora qui a ricordare le sue attività….con Peppino sempre nel cuore.

Ricorda con noi: Andrea, compagno di Peppino

 

 

Messa in onda: 09 maggio 2007

 

Colonna sonora: Modena city ramblers/Viva la vida, Muera la muerte!

 

Siti utili:

www.wikipedia.org

www.peppinoimpastato.com

 

Bibliografia minima e non essenziale:

Felicia Bartolotta Impastato, La mafia in casa mia. Intervista a cura di Anna Puglisi e Umberto Santino, La Luna, Palermo 1986, 2000, 2003.
Salvo Vitale, Nel cuore dei coralli. Peppino Impastato, una vita contro la mafia, Rubbettino, Soveria Mannelli 1995, 2002.
Umberto Santino (a cura di), L'assassinio e il depistaggio. Atti relativi all'omicidio di Giuseppe Impastato, Centro Impastato, Palermo 1998.
Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio. Relazione della Commissione parlamentare antimafia presentata da Giovanni Russo Spena, Editori Riuniti, Roma 2001.
Giuseppe Impastato, Lunga è la notte. Poesie, scritti, documenti, a cura di U. Santino, Centro Impastato, Palermo 2002.

 

Ascolta la trasmissione cliccando qui:

 

 

Il funerale di Peppino Impastato

 

Radio Libere e repressione

vv | 10 Maggio, 2007 17:37

Bologna 77È il 12 Marzo 1977. A Bologna infuriano le proteste, polizia e studenti l’uno contro l’altro si scontrano per le strade della città all’ombra di carri armati come in una guerriglia urbana. Ci sono spari e lo studente Francesco Lorusso rimane ucciso. I toni si fanno più aspri, la tensione è palpabile e Radio Alice si trova a scontare le accuse di radio sovversiva che incita alle rivolte di piazza nate in città.
 

Carri Armati a Bologna nel 77 La sua idea era legata ad un tipo di informazione libera, creativa, senza schemi né filtri che poteva risultare ingombrante per le tradizionali istituzioni. La risposta pesante fu quella di reprimere e cancellare per sempre le voci libere di Radio Alice, con violenza e ottusità. Dopo lo sgombero, Alice continuò a trasmettere per un breve periodo chiedendo aiuto ad altre emittenti locali, ma l’esperienza si era conclusa nel peggiore dei modi perché molti furono arrestati.

Manifestanti a Genova 2001È il 21 Luglio 2001. A Genova è un week-end di proteste e manifestazione, dove sono accorse migliaia di persone da tutto il mondo per fermare gli 8 potenti della terra e impedirgli di continuare lo scempio che compiono per salvaguardare i propri interessi. Nascono forti scontri tra forze dell’ordine e manifestanti e uno di loro viene ucciso da un colpo di pistola. Carlo Giuliani, proprio come Francesco Lorusso 24 anni prima, rimane vittima della prepotenza, della violenza e della repressione. Anche in questa occasione è una radio Libera a farne le spese, nata dall’idea di un gruppo di emittenti che sentono l’esigenza di raccontare la verità di quei giorni, per non permettere ai media di regime di storpiare gli eventi, confondere i buoni e i cattivi.

Proprio come nel 1977, Radio GAP viene presa d’assalto, tutto La brutalità delle guardieil suo materiale disperso, per non far conoscere, per continuare a mentire.

Sono passati 30 anni da Radio Alice, 6 dai fatti di Radio GAP è l’unico metodo che i potenti hanno trovato per nascondere la verità e cancellare la libertà di informazione è quella di reprimere il libero pensiero e le voci sovversive. Stessi modi violenti, stessa paura di essere smascherati.

Ci farà compagnia in questo viaggio Franco Berardi "Bifo", compagno di Radio Alice

 

 

Messa in onda: 2 maggio 2007

 

Colonna sonora: Fabrizio De Andrè/Vol. 8

 

Siti utili:

www.wikipedia.org

 

Bibliografia minima e non essenziale:

 

Collettivo A/traverso, Radio Alice, Shake Edizioni

Molti Compagni, Marzo 1977...fatti nostri, NDA Press

Mauro Orrico, Radio Libere, Malatempora Editore

Radio Popolare, Genova/luglio 2001 Cronache, Radio Popolare

 

Ascolta la trasmissione cliccando qui:

 

La brutalità delle guardie

 
Accessible and Valid XHTML 1.0 Strict and CSS
Powered by NoBlogs.org and A/I Collective.