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La Pantera siamo noi

vv | 27 Aprile, 2007 17:57

Copertina Cento Giorni

A cavallo tra il 1989 e il 1990 qualcosa si muove. Una Pantera, nera, fuggita dalle gabbie del perbenismo occidentale, terrorizzava le campagne. Tutti la vedevano, di sfuggita, ma nessuno riusciva a catturarla. Nessuno.

Al grido di “La Pantera siamo noi” gli studenti universitari e successivamente medi occupano, costruiscono, movimentano, per dire no a una scuola che fa schifo.

Tutto parte da Palermo, dove i studenti dell'Università scendono in piazza per manifestare contro la legge Ruberti e lo stato disastroso degli immobili della scuola. In poco tempo il movimento si propaga in tutta Italia, interessando centocinquanta università e decine di migliaia di studenti.

Non volevano una scuola serva del capitale, non volevano una scuola di serie A e una di serie B, non volevano tante cose che purtroppo oggi ancora vengono proposte come la strada giusta.

Ma un movimento così frastagliato e nato dal nulla in così poco tempo inizia ben presto a sfaldarsi, lasciando dietro di se solo il ruggito di una pantera.

Storia e pensieri sul movimento della Pantera.



Ospite: Massimiliano Denaro


Colonna Sonora: Messer Chups/Crazy Price


Siti utili:


http://www.wikipedia.org


Bibliografia purtroppo troppo esigua:


Massimiliano Denaro, Cento Giorni- Cronache del Movimento Studentesco della Pantera ‘90, Navarra Editore

(Se conoscete altri libri su tale argomento o siti che si sono interessati alla cosa fateci sapere)



Per ascoltare clicca qui:

Piccola Editoria

vv | 23 Aprile, 2007 06:53

Il mercato editoriale italiano: è giusto parlare di mercato o si tratta più che altro di un monopolio in mano ai soliti pochi nomi?

L'Italia è un Paese che legge molto poco, moltissimi anche tra laureati e diplomati leggono solo un libro all'anno. Più che altro si tratta di pubblicizzare il “caso editoriale” dell'anno che fa vendere alle già ricche case editrici un nome che rimane ancorato ad un titolo che fa incassare svariati migliaia di euro alla novella promessa letteraria del Bel Paese.

In realtà sotto i lustrini del mercato, ci si rivela un panorama meno roseo e a pagare di questo stantìo copione sono le piccole case editrici, coloro che potrebbero apportare un'aria avanguardista.

In Italia le piccole case editrici occupano l'80% del mercato librario e pagano le scelte di una politica che predilige il supermercato del libro alla qualità.

Nel nostro territorio esistono in realtà delle iniziative molto costose e luccicanti che prevedono fiere e incontri con scrittorilettori, ma si teme che queste siano solo finalizzate ad un mercato editoriale che abbraccia e rincorre la pubblicità e non ad accattivarsi un pubblico più interessato.

A fare un po' di luce e per avere una testimonianza diretta ci sarà Angelo Quattrocchi editore e scrittore della Malatempora che subisce insieme a tutte le altre la prepotenza dei soliti nomi editoriali.

 

Colonna Sonora: Afterohours/Ho paura del buio

 

Per ascoltare clicca qui:

Grandi Opere e presidi

vv | 12 Aprile, 2007 17:52

Bandiera No TAVNo Turbogas

 

Grandi opere: in nome di quale progresso?

Cambia il governo ma la politica rimane la stessa. Le promesse del governo Prodi per accaparrare voti si infrangono di fronte agli interessi dei soliti noti. E le grandi opere tornano a farla da padrone! 

L'essenziale è farle. Non ci sono altre possibilità. Ma a cosa servono realmente? A cosa servono rigassificatori e turbogas in una regione dove già attualmente si produce oltre il 25% di energia oltre a quella consumata? A cosa serve una linea ferroviaria dai costi stratosferici e mai definiti che dovrebbe dividere l'Europa in varie zone servite da questi treni velocissimi che portano plastica grezza da Kiev a Lisbona, bottigliette da Lisbona a Milano, acqua da Milano a Palermo, e se ne tornano vuoti da dove erano partiti? Tutto questo senza prendere minimamente in considerazione chi in quelle zone ci vive e cazzo ci vuole campare e morire di vecchiaia.

Nascono presidi come funghi. Come tartufi profumatissimi e preziosi. La mappa si arricchisce settimana dopo settimana di gente che è stanca di essere comandata dall'alto: Civitavecchia, Livorno, Aprilia, Serre, Brindisi, Val di Susa, Venezia, Messina, Reggio Calabria, Ferrara, Firenze, Mugello e si potrebbe continuare ancora. Un presidio in ogni città. Un presidio in ogni campagna. Un presidio in ogni casa. Perchè questa terra è nostra e non di ricchi cocainomani che ci rovinano la vita tanto loro se ne scappano in qualche atollo ancora non contaminato.

Del ponte sullo stretto non si parla più. Comunque svariati milioni di euro sono sfumati per la progettazione. In Val di Susa non passa lo straniero. E lo straniero fa il costruttore e si veste di rosso. Ad Aprilia, città costruita da Mussolini e da tutti considerata socialmente tranquilla, le bollette non si pagano più e la turbogas ha creato un movimento che raccoglie buona parte dei cittadini. E si potrebbe continuare di questo tenore.

Dedichiamo due parti, due ore scarse a questa storia Made in Italy, orgoglio nazionale.  Non ne basterebbero il triplo, ma in due si possono dire tante cose. veramente tante.

 

Messa in onda:

1° Parte 11 aprile 2007

2° Parte 18 aprile 2007 

 

Colonna sonora: Tying Tiffany/Undercover

 

Bibliografia:

in allestimento

 

Ascolta la prima parte:

Ascolta la seconda parte:

Giugno 2007. il G8 a Rostok

vv | 04 Aprile, 2007 23:55

 

Blockg8

 

G8. Sigla astrusa che cela una combriccola tutt’altro che simpatica.

A giugno si torna on the road per dire no a i Grandi 8, alle loro politiche, al globalismo, al capitalismo, alle ingiustizie e ovviamente alla guerra. Ancora manca un po’ di tempo, ma dedicare qualche parola a questa storia è un atto dovuto.

Cercheremo di comprendere cosa sia il G8, la famigerata globalizzazione (o come dice Beck per fare chiarezza il globalismo) e il carrozzone di istituti guidati dal WTO, FMI e Banca Mondiale. Diremo la nostra sul motivo per il quale si contesta tutto questo minestrone in salsa rosso sangue. E ovviamente parleremo di Rostok, di quella che si prevede una calda settimana di giugno e del programma per i volenterosi che si faranno questa gitarella.

 

 

Messa in onda: 4 aprile 2007

 

Colonna sonora: Sick Of It All/Death To Tyrants

 

Siti utili:

http://www.wikipedia.org
http://www.block-g8.org/
http://gipfelsoli.org/
http://dissent.org.uk/
http://www.informationguerrilla.org

 

Bibliografia minima e non essenziale:

 

Naomi Klein, No Logo, Baldini, Castaldi, Dalai

Antonio Negri e Michael Hardt, Impero, BUR

Ulrich Beck, Che cos’è la globalizzazione, Carocci

Joseph E. Stiglitz, La globalizzazione e i suoi oppositori, Einaudi

Per chi ama i fumetti

El Fisgòn, Storia della globalizzazione a fumetti, Arcana

Philippe Squarzoni, Garduno in tempo di pace, Beccogiallo

 

 Ascolta la trasmissione cliccando qui:

Contenitore sonoro di controinformazione, controculture e inchieste. Dall'etere allo streaming e ora blog 1.0

vv | 02 Aprile, 2007 16:23

Logo libero

Il collettivo VV da 3 anni cerca di proporre informazione militante per menti stanche della melassa quotidiana.

Trasmettiamo ogni sabato pomeriggio dalla grigia e discretamente nera cittadina laziale di Rieti. Le frequenze che usiamo sono quelle di M.E.P. Radio Organizzazione, anche se ci riteniamo radiogiornalisti del mondo.

Uscire dalle nostre piccole mura è prima di tutto un bisogno fisiologico. La voglia di entrare in contatto con nuove realtà e di “allargare il giro” riteniamo sia il passo obbligato dopo le esperienze fatte. Siamo aperti a critiche, idee e input. Se volete aiutarci ad aumentare i decibel della nostra piccola voce, supportateci.


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